Dall'Irlanda con Amore

Dall'Irlanda con Amore


Ho incontrato James & Lorraine direttamente nella casa che hanno affittato a Villasimius, vicino al mare. Mentre Bianca (MUA & Hair) stava ultimando il trucco della sposa, ho trascorso del tempo con James e la loro bellissima figlia di un anno, una bambola dolcissima. Insieme alla coppia c’era anche la sorella di Lorraine, arrivati tutti dall’Irlanda pochi giorni prima del matrimonio.

Il sole era alto e dopo tanta pioggia, che ha caratterizzato l’estate sarda 2018, finalmente avevamo una serata calda e serena. Abbiamo deciso di fare le foto di coppia prima della cerimonia, a Villasimius e poi a Costa Rei, dopo la cerimonia.

L’organizzazione dell’evento e della cerimonia è stato gestito da Frina Eventi


Sotto il sole di Barisardo

Sotto il sole di Barisardo


A+J sono una giovane coppia di Praga, innamorati della Sardegna hanno deciso di sposarsi nella bellissima spiaggia di Bari Sardo, dominata dalla sua torre medioevale  e da un mare cristallino. Insiema alla coppia i loro bellissimi figli e i nonni.  Dopo la cerimonia abbiamo potuto sfruttare le bellezze del posto come sfondo per le foto di coppia, gli sposi erano entusiasti e abbiamo trascorso un incantevole pomeriggio tra risate e tenerezza.

Il matrimonio è stato celabrato dal sindaco e l’organizzazione è stata curata dall’agenzia Wedding  Sardinia (www.weddingsardinia.com)


Falling in love with Fuji

Falling in love with Fuji


Fotografo per lavoro da oltre un decennio e ho sempre usato reflex,negli anni gli ingombri sono cresciuti, le lenti sempre più luminose sono diventate sempre più pesanti. L’anno scorso l’ennesimo investimento per due Full Frame nuove di pacca e ovviamente costosissime, pensavo di aver raggiunto il nirvana tecnologico.

Lo scorso dicembre però ho deciso di rottamare la mia vecchia Powershot e ho preso una Fujifilm x100F, la mia intenzione era solo quella di avere una compatta per la famiglia migliore della G15, però è successo qualcosa.

Dopo un paio di giorni smanettando sulla x100f, posso dire che è stato come far assaggiare la prima volta il cioccolato ad un bambino, non avevo tra le mani un giocattolo, ma una piccola bomba in miniatura.

Era come sentirsi risvegliati dal torpore dopo un lungo viaggio, quando finalmente sei arrivato a destinazione, un po’ come fumarsi una pipa durante passeggiata nelle campagne dopo una pioggia autunnale… si sto sparando idiozie, lo so.

Quello che intendo dire è che Fujifilm era riuscita ad attirare la mia attenzione, e non sto parlando di pippe mentali su definizioni incredibili, stampe 10 metri per 15metri, ingrandimenti 1000x , sto parlando di feeling, di sensazioni, di sentimento.

Quando ero adolescente, capitava spesso di avere la macchina fotografica in mano ma non i soldi per comprarmi un rullino, andavo in giro per la casa facendo finta di scattare foto qua e la, sognavo, pensavo e quando finalmente potevo permettermi di scattare una foto sul serio, me la gustavo tutta, la Fuji mi ha fatto risalire in mente questi momenti magici.

Ed ecco che mi assalgono i dubbi, come potrebbe essere fare un servizio matrimoniale, un evento corporate, una manifestazione o un fatto di cronaca con la Fuji?

Certo, la x100F ha il limite dell’ottica non intercambiabile, e per questo la x-pro2 sarebbe la scelta che per ora, su carta mi solletica maggiormente.

L’idea di accorciare le distanze fisiche tra me e i soggetti ritratti, poter essere più discreto, fotografando con strumenti grandi (e pesanti) la metà.

Ho notato che quando fotografo con la reflex, il mio viso è completamente coperto dalla macchina fotografica, potrebbe essere un bene, direbbe qualche amico dopo una birra, ma fotografando con x-pro 2 che ha il mirino a sinistra, metà viso resta scoperto.

Mettendo da parte le battute sul piacere o meno di guardarmi in faccia :-D, credo che questo non sia un aspetto da sottovalutare, almeno nel mio modo di lavorare in cui l’empatia e il rapporto umano è un fattore chiave per la buona riuscita del servizio ( non per niente sono piuttosto riluttante a lavorare con chi fa del proprio aspetto estetico i fondamenti della propria esistenza).

Abbandonare l’inevitabile gara a chi ce l’ha più lungo pavoneggiandosi dell’ultimo acquisto, spogliarsi dell’inutile e ritornare a godersi la foto e i momenti che fotografi. Abbandonare Full Frame e ritornare ad APS-C potrebbe far storcere il naso a molti, sul web è pieno di testimonianze, esperienze personali e discussioni sull’argomento e sinceramente basarsi sulle analisi altrui, nelle condizioni in cui mi trovo io, ovvero rendere conto a chi il lavoro te lo commissiona, è poco utile.

Mamma Fujifilm ha voluto ascoltare le mie preghiere prestandomi per un paio di settimane una X-pro 2 e una XT-2, un 80mm f2.8 Macro e un 35mm f2.

In realtà mi aspettavo un 35 1.4 dato che il 90% e oltre dei matrimoni li scatto con FF+ 50 1.2 e 24 1.4, mi aspettavo che il 35mm f2 su APS-c fosse una grandissima delusione, ma quello mi aveva passato il convento e non era il caso di fare molto lo schizzinoso.

E meno male!

Innanzitutto vorrei chiarire che la XT2 è una macchina fantastica, veloce e con un EVF enorme, solo che io dopo averci fatto due scatti l’ho rimessa nella scatola e ho usato solo X-pro 2. E’ una questione di feeling, di sensazioni e sogni, inutile discuterci ma la scelta è coerente con il discorso delirante fatto prima.

Ovviamente sognare è bello ma quando hai un cliente che ti commissiona un servizio e ti paga per farlo, c’è da essere concreti. Ho quindi voluto mettere alla prova la X-pro 2 in alcuni servizi, posa con flash, foto di coppia in tarda serata, ritratti con forte luce e ombre dure, foto di scena.

Ecco alcuni scatti fatti durante queste settimane di prova
Questa foto è stata fatta in pieno giorno, il sole delle 11 del mattino e il cielo limpido, creava ombre nette, ho utilizzato un softbox per schiarire il viso dello scrittore, la xpro2 si è comportata molto bene agganciando il soggetto con rapidità e precisione. La macchina fotografica era molto in basso e non ho potuto sdraiarmi sull’erba alta e fradicia d’acqua, mi sono dovuto orientare con lo schermo che risultava poco visibile con una luce così forte:

Il 35 mm f2 offre un ottimo sfocato, non ho sentito la mancanza del mio 50mm f1.2 su full frame:

Ho voluto provare anche delle foto in movimento, decisamente soddisfatto considerando la poca dimestichezza con il mezzo che stavo utilizzando:

Ma se proprio dobbiamo parlare di movimento, non posso che mostrarvi questa foto, prova della maneggevolezza della X-pro2, scattata mentre camminavo all’indietro, in discesa, mentre portavo uno zaino con dentro xt2 + 80mm, flash, softbox, stativo e dulcis in fundo con la mano sinistra tenevo la pesante custodia della chitarra ( provaci con una reflex Full Frame + 50mm)

Ovviamente occorre provare anche gli alti iso ed ecco una foto di test con luci di tre diverse temperature colore:

Durante le riprese del nuovo corto dei Naked Panda, ho potuto scattare qualche foto di scena e ritratti, questo che vi propongo l’ho scattato per testare la messa a fuoco automatica in controluce, come si può notare dietro al soggetto c’era una fonte luminosa molto importante, ho lavorato senza spegnere l’anteprima di esposizione, quindi avevo il mirino completamente al buio e senza luce di assistenza AF. Che dire, ha agganciato il fuoco molto facilmente e molto velocemente, sbalorditivo

Ho provato poi alcuni tipici ritratti wedding con luce naturale, anche questa volta nonostante l’f2 su APS-C non ho rimpianto il mio cinquantino su Full Frame:

Ed ecco uno scatto di posa con aiuto di softbox, devo ammettere di essermi stupito della qualità del dettaglio:

In conclusione, le mie aspettative erano molto alte, la paura del cambiamento era tanto forte quanto terrificante, pensare di abbandonare un prodotto usato per anni e universalmente conosciuto per affidabilità non mi ha fatto dormire per diverse notti. Nella Fuji X-pro 2 ho trovato un mezzo per esprimermi a pieno, con disinvoltura e leggerezza.

Oggi ho rispedito tutto a Fujifilm che ringrazio per la disponibilità, sono riusciti a fornirmi gli strumenti necessari per poter provare e testare sul campo l’attrezzatura che desideravo provare. L’intelligenza dimostrata da questa azienda non è cosa comune, in tanti anni di fedeltà ( e decine di migliaia di euro spesi) con un’altra MARCA, non ho mai ricevuto il minimo segno di apprezzamento. Fuji invece, ha creduto in me, si è messa in gioco e mi ha dato fiducia. Fiducia che ho deciso di ricambiare, infatti sempre oggi ho venduto le mie Full Frame e ordinato da FotoEma i seguenti articoli Fujifilm:

Il tempo consente di rivedere i propri passi e decidere se cambiare andatura, compagnia e destinazione.

Siamo fatti per evolverci e con noi le nostre idee e convinzioni.

Mi aspetta una gran bella avventura

Grazie per aver condiviso con me questo viaggio, keep in touch e buona luce!

Fabio


5D mark IV vs Fujifilm x100F

5D mark IV vs Fujifilm x100F


Prima di incominciare con il mio sproloquio, vorrei precisare che questo articolo non ha nulla di scientifico, è solo una raccolta di sensazioni e riflessioni scritte di getto e che posso permettermi fuori dalla stagione matrimoniale.

Ad oggi, per lavorare, uso due corpi macchina 5D mark IV, fino allo scorso mese, per le foto di famiglia e il tempo libero , avevo una G15 Canon. Non era male, aveva ghiere per diaframmi e per tempi, un mirino ottico (senza archibugi elettronici ne AF ne altre info) e un monitor LCD piuttosto scadente. I video erano pure carini, le foto ormai erano più scadenti di quelle fatte con smartphone. Il mese scorso quindi ho deciso di rottamare la mia vecchia Powershot G15 e ho preso una Fujifilm x100F, la mia intenzione era solo quella di avere una compatta per la famiglia migliore della G15, però…

Ecco c’è un però, dopo un paio di giorni smanettando sulla x100f posso dire che  è stato come far assaggiare la prima volta il cioccolato ad un bambino, non avevo tra le mani un giocattolo, ma una piccola bomba in miniatura. Era come sentirsi risvegliati dal torpore dopo un lungo viaggio, quando finalmente sei arrivato a destinazione, un po’ come fumarsi una pipa durante passeggiata nelle campagne dopo una pioggia autunnale… si sto sparando cazzate, lo so. Quello che intendo dire è che ora Fujifilm è riuscita ad attirare la mia attenzione, e non sto parlando di pippe mentali su definizioni incredibili, stampe 10 metri per 15metri, ingrandimenti 1000x , sto parlando di feeling, di sensazioni, di sentimento. Quando ero adolescente, capitava spesso di avere la macchina fotografica in mano ma non i soldi per comprarmi un rullino, andavo in giro per la casa facendo finta di scattare foto qua e la, sognavo, pensavo e quando finalmente potevo permettermi di scattare una foto sul serio, me la gustavo tutta, la Fuji mi ha fatto risalire in mente questi momenti magici.

Ed ecco che mi assalgono i dubbi, come potrebbe essere fare un servizio matrimoniale, un evento corporate, una manifestazione o un fatto di cronaca con la Fuji? Certo, la x100F ha il limite dell’ottica non intercambiabile, e per questo la x-pro2 sarebbe la scelta che per ora, su carta mi solletica maggiormente. L’idea di accorciare le distanze fisiche tra me e  i soggetti ritratti, poter essere più discreto, fotografando con strumenti grandi (e pesanti) la metà, ho notato che quando fotografo con la reflex, il mio viso è completamente coperto dalla macchina fotografica, potrebbe essere un bene, direbbe qualche amico dopo una birra, ma fotografando con x-pro 2 che ha il mirino a sinistra, metà viso resta scoperto. Mettendo da parte le battute sul piacere o meno di guardarmi in faccia :-D, credo che questo non sia un aspetto da sottovalutare, almeno nel mio modo di lavorare  in cui l’empatia e il rapporto umano è un fattore chiave per la buona riuscita del servizio ( non per niente sono piuttosto riluttante a lavorare con chi fa del proprio aspetto estetico i fondamenti della propria esistenza).

Abbandonare l’inevitabile gara a chi ce l’ha più lungo pavoneggiandosi dell’ultimo acquisto, spogliarsi dell’inutile e ritornare a godersi la foto e i momenti che fotografi. Abbandonare Full Frame e ritornare ad APS-C potrebbe far storcere il naso a molti,  sul web è pieno di testimonianze, esperienze personali e discussioni sull’argomento e sinceramente basarsi sulle analisi altrui, nelle condizioni in cui mi trovo io, ovvero rendere conto a chi il lavoro te lo commissiona, è poco utile. Nei prossimi giorni spero vivamente di poter provare x-pro2 e le ottiche che mi permetterebbero di replicare il mio attuale corredo, ovvero il Fujifilm FUJINON XF16mmF1.4 R WR ( che equivarrebbe al mio attuale 24 1.4) e il  Fujifilm XF 35 mm F1.4 R ( rimpiazzerebbe il 50 mm 1.2 che uso ora), Non sarà una scelta facile, Canon mi ha formato e mi ha permesso di crescere ( e io ho contribuito MOLTO al loro fatturato ) ma sinceramente mi sento solo un consumatore usato e bistrattato, che deve subire i loro giochi di mercato.

Vediamo cosa accadrà, man mano che proverò le mirrorless Fujifilm scriverò un nuovo articolo per condividere le mie impressioni e risultati.

Se sei arrivato fino a questo punto, ti ringrazio vivamente per la lettura e se ti va, puoi seguirmi mettendo like alla mia pagina facebook. A presto!


Incentive eventi e aziende

Incentive eventi e aziende


Le Aziende, le agenzie DMC e le Pubbliche Amministrazioni possono contattarmi per promuovere il loro lavoro, i loro prodotti e per documentare meeting, spettacoli ed eventi. Cinema, teatro e spettacoli fotografati per poter trasmettere le emozioni di chi li ha vissuti e per promuovere la propria Arte


Favoloso allestimento Country firmato Eventi Da Favola

Favoloso allestimento Country firmato Eventi Da Favola


Collaboro con diverse agenzie sia italiane che straniere, ieri ho lavorato per Eventi da Favola con cui ho rapporti di lavoro da almeno 5 anni. Il matrimonio è stato studiato in ogni minimo dettaglio, gli sposi sono arrivati nella location scelta dove li attendevano lanterne, bouquet di margherite e lavanda, antiche botti, sedie in legno e paglia, balle di fieno e candele.

Cerimonia e Ricevimento si sono svolti in un atmosfera elegante e rilassata con una fantastica piscina di contorno. Gli sposi e gli invitati erano totalmente a loro agio e non hanno dovuto fare altro che divertirsi e stare bene insieme. Ecco alcune foto di dettagli che ho scattato ieri (tutte le immagini sono coperte da copyright).


Sposarsi a Febbraio a Cagliari

Sposarsi a Febbraio a Cagliari


Martin and Isabel vengono dal sud America, vivono in Francia e hanno scelto l’Italia per la loro fuga d’amore. Mi hanno ingaggiato tramite l’agenzia Frina Eventi che ha organizzato il loro evento davvero intimo e privato. Il servizio è stato il mio primo matrimonio dell’anno, lo scroso 20 febbraio e il sole di Cagliari, la città che hanno scelto dove sposarsi, era calda e senza nuovole. Ho scattato solo durante la cerimonia e qualche foto di coppia nel municipio. La richiesta degli sposi era quella di mostrare soprattutto il contesto in cui si trovavano come il municipio, le bandiere e icone tipiche come il caffè espresso :-D. Ho provato quindi a mischiare il mio stile spontaneo con quello architettonica ( con i dovuti limiti e inesperienze) usando ortogonalità e sfruttando le ombre


Ama chi vuoi

Ama chi vuoi


È questo il messaggio scelto da Fabio Marras, fotoreporter cagliaritano specializzato in matrimoni, per la sua campagna pubblicitaria. L’immagine ci mostra due matrimoni, uno dei quali celebrato fra due uomini. Unendo il fine commerciale a quello sociale, il fotografo ha voluto lanciare un’importante messaggio a sostegno del matrimonio egualitario.

«Nonostante sappia bene che ancora non sia consentito il matrimonio tra persone dello stesso sesso -ci ha raccontato Fabio- ho deciso di usare la mia professione per uno scopo che non fosse prettamente commerciale. Un po’ come chiedersi in che modo essere utili agli altri con i mezzi di cui si dispone. Io combatto i pregiudizi che hanno fatto parte della mia vita, ne ho avuti e qualcosa ancora è latente. È bastato chiedersi di immedesimarsi negli altri: come mi sentirei, cosa proverei, in che situazione sarei se fossi quella persona? L’errore più grande e più comune è giudicare senza conoscere. Si sbaglia due volte: ci si macchia di ingiustizia e si fa vanto della propria ignoranza. Quando qualcuno ci riferisce un fatto, più questo è ecclatante più alta è la probabilità che non sia vera».

La campagna è iniziata su Facebook, è proseguita sull’applicazione CagliariAPP e su una rivista locale Orticedrus. Ma l’investimento più grande è sicuramente quello che ha visto la luce il 19 ottobre, con due due cartelloni stradali di sei metri per tre, installati in due punti chiave della città di Cagliari.


Leggi articoli gli su questa iniziativa:


Il risveglio dopo Cleopatra

Il risveglio dopo Cleopatra


Terralba (OR) 20/11/2013

Questo è stato uno dei comuni più colpiti dalla recente tragedia causata dal passaggio del ciclone Cleopatra. A due giorni dalla violenza dell’acqua, che in tutta la Sardegna ha causato 16 vittime e migliaia di sfollati, Terralba cerca di riemergere e lo fa versando poche lacrime ma con tanta rabbia e rimboccandosi le maniche.
Le motopompe, dopo aver asciugato le strade svuotano gli scantinati, i commercianti fanno la conta dei danni a locali e  merci e i cittadini rastrellano i ricordi di una vita ammassandoli sul marciapiede in tristi mucchi fangosi.
Nonostante la disperazione per aver perduto tutto, c’è chi ha salvato qualcosa e non esita a condividerla con chi, non potendo rientrare nella propria abitazione,  è costretto a vivere nelle scuole messe a disposizione dal comune, donando latte, pasta, coperte e vestiario.
“Dal 1990 ad oggi, questa è la quinta volta che subisco un allagamento”, racconta Andrea Angius  mentre alle sue spalle un tubo inizia ad aspirare migliaia di m3 di fango dal suo scantinato, ” Sono stanco di andare a letto con la paura di svegliarmi in mezzo all’acqua, ormai ho deciso, innalzo un muro in cemento armato”.
C’è chi di mura dovrà alzarne 4, come i due signori anziani che abitavano in una casa completamente collassata su se stessa. ” i familiari hanno faticato per convincerli ad abbandonare l’abitazione durante l’alluvione, dopo 10 minuti è crollata”, racconta ancora sotto choc Bonaria Pani, una vicina di casa.

E mentre si cerca di riassestarsi dopo il duro colpo, arriva l’ennesima allerta meteo, ci si chiede se è un eccesso di cautela o se invece lunedi si è sottovalutato il fax della protezione civile.  Nel frattempo la città lavora sodo, coscienti che dallo Stato non ci si deve aspettare nulla, perché chi aspetta muore.

Fabio Marras