Io sto con i pastori sardi


In questi giorni le strade si tingono di bianco, la rabbia dei pastori sardi non si placa e le proteste sono sempre più aspre e accese.

Come fotografo, giornalista ma soprattutto come Sardo, ho pensato in che modo avrei potuto rendermi utile alla causa.

Così, mentre mia moglie appendeva un lenzuolo bianco sul balcone di casa, in segno di supporto alla causa, mi sono incamminato verso Senorbì, cittadina rurale della Trexenta.

In questa zona, la pastorizia ha un peso importante sull’economia locale e appena arrivato in centro ho respirato subito la tensione e la preoccupazione diffusa tra la popolazione.

Nelle campagne di Senorbì ho incontrato due allevatori, ho voluto ritrarli nel loro contesto agropastorale lontano dalle immagini di protesta e confusione.

La famiglia Sirigu, composta da Efisino, 86 anni Marcello, 39 anni e il piccolo Tomaso, 2 anni. Tre generazioni di allevatori, in protesta da 5 giorni, che hanno posato nella loro Azienda e Giampietro Moreddu , anche lui allevatore in protesta, che per non sprecare il latte riversandolo tutto per le strade, ha ripreso a produrre formaggio con i vecchi metodi casalinghi, lui ha posato con le mani ancora impregnate di latte e sale in una casa trasformata in un caseificio casalingo di fortuna.

I pastori che riversano il latte nelle strade, seppur di importantissimo effetto, rischia di diventare l’unica immagine che ci resterà impressa.

La mia intenzione è stata, quindi, quella di raccontare in pochi scatti le similitudini che possono esserci con chiunque altro non svolga il mestiere del pastore. I valori come famiglia, lavoro, casa, sono priorità comuni, sia che siate impiegati di banca, farmacisti, fabbri o appunto pastori. Spero che negli occhi delle persone ritratte possiate ritrovare un pezzo di voi stessi.

Ringrazio vivamente le persone ritratte, il giornalista Severino Sirigu ( mio amico e collega ) e sua moglie Valentina, per tutto il supporto che mi hanno fornito.  #iostoconipastorisardi