Falling in love with Fuji

Falling in love with Fuji


Fotografo per lavoro da oltre un decennio e ho sempre usato reflex,negli anni gli ingombri sono cresciuti, le lenti sempre più luminose sono diventate sempre più pesanti. L’anno scorso l’ennesimo investimento per due Full Frame nuove di pacca e ovviamente costosissime, pensavo di aver raggiunto il nirvana tecnologico.

Lo scorso dicembre però ho deciso di rottamare la mia vecchia Powershot e ho preso una Fujifilm x100F, la mia intenzione era solo quella di avere una compatta per la famiglia migliore della G15, però è successo qualcosa.

Dopo un paio di giorni smanettando sulla x100f, posso dire che è stato come far assaggiare la prima volta il cioccolato ad un bambino, non avevo tra le mani un giocattolo, ma una piccola bomba in miniatura.

Era come sentirsi risvegliati dal torpore dopo un lungo viaggio, quando finalmente sei arrivato a destinazione, un po’ come fumarsi una pipa durante passeggiata nelle campagne dopo una pioggia autunnale… si sto sparando idiozie, lo so.

Quello che intendo dire è che Fujifilm era riuscita ad attirare la mia attenzione, e non sto parlando di pippe mentali su definizioni incredibili, stampe 10 metri per 15metri, ingrandimenti 1000x , sto parlando di feeling, di sensazioni, di sentimento.

Quando ero adolescente, capitava spesso di avere la macchina fotografica in mano ma non i soldi per comprarmi un rullino, andavo in giro per la casa facendo finta di scattare foto qua e la, sognavo, pensavo e quando finalmente potevo permettermi di scattare una foto sul serio, me la gustavo tutta, la Fuji mi ha fatto risalire in mente questi momenti magici.

Ed ecco che mi assalgono i dubbi, come potrebbe essere fare un servizio matrimoniale, un evento corporate, una manifestazione o un fatto di cronaca con la Fuji?

Certo, la x100F ha il limite dell’ottica non intercambiabile, e per questo la x-pro2 sarebbe la scelta che per ora, su carta mi solletica maggiormente.

L’idea di accorciare le distanze fisiche tra me e i soggetti ritratti, poter essere più discreto, fotografando con strumenti grandi (e pesanti) la metà.

Ho notato che quando fotografo con la reflex, il mio viso è completamente coperto dalla macchina fotografica, potrebbe essere un bene, direbbe qualche amico dopo una birra, ma fotografando con x-pro 2 che ha il mirino a sinistra, metà viso resta scoperto.

Mettendo da parte le battute sul piacere o meno di guardarmi in faccia :-D, credo che questo non sia un aspetto da sottovalutare, almeno nel mio modo di lavorare in cui l’empatia e il rapporto umano è un fattore chiave per la buona riuscita del servizio ( non per niente sono piuttosto riluttante a lavorare con chi fa del proprio aspetto estetico i fondamenti della propria esistenza).

Abbandonare l’inevitabile gara a chi ce l’ha più lungo pavoneggiandosi dell’ultimo acquisto, spogliarsi dell’inutile e ritornare a godersi la foto e i momenti che fotografi. Abbandonare Full Frame e ritornare ad APS-C potrebbe far storcere il naso a molti, sul web è pieno di testimonianze, esperienze personali e discussioni sull’argomento e sinceramente basarsi sulle analisi altrui, nelle condizioni in cui mi trovo io, ovvero rendere conto a chi il lavoro te lo commissiona, è poco utile.

Mamma Fujifilm ha voluto ascoltare le mie preghiere prestandomi per un paio di settimane una X-pro 2 e una XT-2, un 80mm f2.8 Macro e un 35mm f2.

In realtà mi aspettavo un 35 1.4 dato che il 90% e oltre dei matrimoni li scatto con FF+ 50 1.2 e 24 1.4, mi aspettavo che il 35mm f2 su APS-c fosse una grandissima delusione, ma quello mi aveva passato il convento e non era il caso di fare molto lo schizzinoso.

E meno male!

Innanzitutto vorrei chiarire che la XT2 è una macchina fantastica, veloce e con un EVF enorme, solo che io dopo averci fatto due scatti l’ho rimessa nella scatola e ho usato solo X-pro 2. E’ una questione di feeling, di sensazioni e sogni, inutile discuterci ma la scelta è coerente con il discorso delirante fatto prima.

Ovviamente sognare è bello ma quando hai un cliente che ti commissiona un servizio e ti paga per farlo, c’è da essere concreti. Ho quindi voluto mettere alla prova la X-pro 2 in alcuni servizi, posa con flash, foto di coppia in tarda serata, ritratti con forte luce e ombre dure, foto di scena.

Ecco alcuni scatti fatti durante queste settimane di prova
Questa foto è stata fatta in pieno giorno, il sole delle 11 del mattino e il cielo limpido, creava ombre nette, ho utilizzato un softbox per schiarire il viso dello scrittore, la xpro2 si è comportata molto bene agganciando il soggetto con rapidità e precisione. La macchina fotografica era molto in basso e non ho potuto sdraiarmi sull’erba alta e fradicia d’acqua, mi sono dovuto orientare con lo schermo che risultava poco visibile con una luce così forte:

Il 35 mm f2 offre un ottimo sfocato, non ho sentito la mancanza del mio 50mm f1.2 su full frame:

Ho voluto provare anche delle foto in movimento, decisamente soddisfatto considerando la poca dimestichezza con il mezzo che stavo utilizzando:

Ma se proprio dobbiamo parlare di movimento, non posso che mostrarvi questa foto, prova della maneggevolezza della X-pro2, scattata mentre camminavo all’indietro, in discesa, mentre portavo uno zaino con dentro xt2 + 80mm, flash, softbox, stativo e dulcis in fundo con la mano sinistra tenevo la pesante custodia della chitarra ( provaci con una reflex Full Frame + 50mm)

Ovviamente occorre provare anche gli alti iso ed ecco una foto di test con luci di tre diverse temperature colore:

Durante le riprese del nuovo corto dei Naked Panda, ho potuto scattare qualche foto di scena e ritratti, questo che vi propongo l’ho scattato per testare la messa a fuoco automatica in controluce, come si può notare dietro al soggetto c’era una fonte luminosa molto importante, ho lavorato senza spegnere l’anteprima di esposizione, quindi avevo il mirino completamente al buio e senza luce di assistenza AF. Che dire, ha agganciato il fuoco molto facilmente e molto velocemente, sbalorditivo

Ho provato poi alcuni tipici ritratti wedding con luce naturale, anche questa volta nonostante l’f2 su APS-C non ho rimpianto il mio cinquantino su Full Frame:

Ed ecco uno scatto di posa con aiuto di softbox, devo ammettere di essermi stupito della qualità del dettaglio:

In conclusione, le mie aspettative erano molto alte, la paura del cambiamento era tanto forte quanto terrificante, pensare di abbandonare un prodotto usato per anni e universalmente conosciuto per affidabilità non mi ha fatto dormire per diverse notti. Nella Fuji X-pro 2 ho trovato un mezzo per esprimermi a pieno, con disinvoltura e leggerezza.

Oggi ho rispedito tutto a Fujifilm che ringrazio per la disponibilità, sono riusciti a fornirmi gli strumenti necessari per poter provare e testare sul campo l’attrezzatura che desideravo provare. L’intelligenza dimostrata da questa azienda non è cosa comune, in tanti anni di fedeltà ( e decine di migliaia di euro spesi) con un’altra MARCA, non ho mai ricevuto il minimo segno di apprezzamento. Fuji invece, ha creduto in me, si è messa in gioco e mi ha dato fiducia. Fiducia che ho deciso di ricambiare, infatti sempre oggi ho venduto le mie Full Frame e ordinato da FotoEma i seguenti articoli Fujifilm:

Il tempo consente di rivedere i propri passi e decidere se cambiare andatura, compagnia e destinazione.

Siamo fatti per evolverci e con noi le nostre idee e convinzioni.

Mi aspetta una gran bella avventura

Grazie per aver condiviso con me questo viaggio, keep in touch e buona luce!

Fabio


L'esilio della Kenza

L'esilio della Kenza


Queste foto mostrano la porta container Kenza e il suo equipaggio di 15 uomini. La nave, che batte bandiera marocchina, è ormeggiata nel porto di Cagliari da maggio 2013. L’equipaggio è infatti in sciopero in quanto l’armatore non paga loro lo stipendio dal 2012, la nave è stata posta sotto sequestro e si attende che il Giudice si esprima in favore della messa in vendita.

Gli uomini a bordo non hanno cibo ne acqua, una società portuale ha donato loro del gasolio per poter usare i generatori di corrente che razionano utilizzandola 8h al giorno, non hanno acqua potabile e vivono della carità dei cittadini di Cagliari. Il capitano della nave non è potuto tornare a casa quando, nel mese di settembre, è deceduta la moglie e i suoi tre figli sono ora ospiti da parenti.